"Non oltrepassare la linea gialla" è scritto in molti posti dove andiamo. Basta avere presente la linea gialla. E' quella che c'è sulla banchina delle stazioni, nei sotterranei della metro, all'ufficio postale o in banca. La linea gialla è quella da non oltrepassare. Ma la questione più importante è che c'è sempre una linea immaginaria in tutti i rapporti umani che attreaversano la nostra vita. Dipende da dove è posizionata, e dipende dall'intimità (con alcune persone, per motivi seri, alla fine si può oltrepassare). Ma in genere la regola vieta di andare al di là. Quando si parla con una persona che ti sta di fronte, c'è sempre tra te e lei una linea gialla. Anche per Paola esisterebbe una linea gialla, come per tutti noi. Ma tra tutti noi e Paola c'è una differenza di uso: per noi la linea esiste per non oltrepassarla; per lei c'è ma per oltrepassarla. Lei sta sempre oltre, e tu non sai se stare zitto o chiamare una guardia per farlo notare. Anche quando è entrata in macchina quella mattina ha oltrepassato la linea gialla ed ha parlato con intimità e confidenza, subito. Allungandosi in un bacio che non andrebbe dato alla luce del sole. Senza intenzione maliziosa, seduttiva o giustificatoria. No, è proprio il suo modo di fare, di essere. E' la posizione: vicinissima. Oltre la linea gialla. E' il suo modo di parlare, di comunicare, di credere, di avere a che fare con gli altri. Gli altri la guardano come un essere strano, da tenere a distanza. Lei è sempre al di quà, senza nemmeno accorgersene, oppure come se pensasse che non c'è altro modo per stare al mondo. E per lei altro modo forse non c'è. Imbarazza il suo modo di parlarti dei suoi sogni, di crederci fino in fondo, anche quando il fondo non c'è più. Se le chiedi qualcosa al di qua della linea gialla è bravissima a razionalizzare tutto ma sai, che Paola prenderà il treno dritto in fronte e forse, non si rialzerà tanto facilmente perchè, è al di là di quella linea e non si sposterà. Le persone le girano attorno, le parlano, cercano di farla rientrare nei ranghi ma tu sai che per lei altro modo non c'è. Dice sempre, a chi lo chiede: "quello che sento è più importante di quello che penso". L'inconsapevolezza per noi è palese. Per lei è certezza. Un viso con gli occhi grandi che sono sempre troppo vicini, oltre la linea gialla. E una testa che è sempre lontanissima e innafferrabile per quasi tutti noi. Quasi il segreto, quasi quello in cui crede Paola. Quasi, il segreto della parola.Perchè il suo corpo più magro era sempre davanti agli occhi in modo inevitabile e i suoi pensieri non li catturerà mai nessuno...quasi nessuno, quasi, il segreto della parola...oltre la linea gialla.